"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." (Italo Calvino)
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ARGOMENTO: [#10] L'orizzonte

[#10] L'orizzonte 04/06/2010 11:54 #26

Periodo: Dicembre 2006

Numero partecipanti: 3
maxmara
marcoslug
Cinebrivido
  • admin

Re: [#10] L'orizzonte 07/06/2010 11:15 #97

L'ORIZZONTE di maxmara


Era freddo. Maniche corte, birra saldamente impugnata con la mano sinistra, da bravo mancino, forchetta nella speciale funzione di cavatappi nella mano destra, scarpe piene di sabbia e gentil compagnia. Dopo una notte in discoteca, era il modo migliore per attendere sulla spiaggia la quotidiana sveglia del sole, ancora beatamente nascosto sotto le onde, sotto gli scogli, sotto l’orizzonte. Modo migliore sì, se non fosse per quell’arietta molesta, a suo modo agghiacciante, perfida e perfino penetrante, come quella che si incunea tra le ossa a Natale, che penetra “sotto-pelle” a febbraio.
“Oh, appena sbuca il sole ce ne andiamo a dormire, c’è un gran polo qua!”
“E’ perché siamo fermi, e la birra fa freddo! Tra mezz’ora ti lamenterai del caldo, è luglio neh!!”
“Sarà! Comunque ce ne andiamo! Poi cacchio che sfiga, con ‘sta foschia non si vede neanche l’orizzonte! Tra poco allora andiamo, eh?!?!”
“…”
“Oh, ma mi ascolti?!?!”

A dir la verità, non ascoltava molto. Le onde che si infrangono sugli scogli, il dolce cullare del mare, le cozze impotenti che si arenano sul bagnasciuga… Sembra tutto creato per invitarti a un viaggio, una fuga verso l’interno, un corsa verso i propri pensieri…
Quei pensieri che da bambino ti fanno sentire infallibile, pronto a prendere la giusta strada, l’astronauta modello, il meccanico perfetto! Sembra tutto bello, giusto, facile; invece poi si scopre che non è così, che non sempre la strada scelta è giusta; o forse è giusta, ovvia, ma difficile: non solo per l’impegno che occorre, ma difficile anche per le motivazioni che non bastano, che sono insufficienti. E allora si scende giù, dentro, analisi, pensieriscopia, a farsi domande a cui non si sa rispondere, a trarre conclusioni che sono affrettate, a pensare di aver sbagliato, non si sa cosa, ma sbagliato.
HO SBAGLIATO. Si dice che sia terribilmente difficile da dire. E allora perché a lui risulta così facile? Dire che ha sbagliato specializzazione, dire che ha proprio sbagliato scuola, che doveva scegliere diversamente…Con la pesante, e costante, impressione che qualunque altra scelta sarebbe stata “sbagliata”. E’ freddo, è mattina, è spiaggia, è birra, è aria di mare, è profumo di salsedine, è verde di alga; finalmente ha la sensazione di aver riconosciuto la sua direzione, di aver trovato la strada più adatta a lui. Ma è sicuro che valga la pena mollare la strada intrapresa, lunga ma lineare, con un eventuale titolo di “ingegnere” che gli aprirebbe mille porte, per inseguire un sogno? Un sogno che gli porterebbe tanti rischi, mesi senza lavoro, il precariato eterno…
Probabilmente no, lo sa, la strada ovvia sarebbe ingegneria, non scienze della comunicazione; però senza motivazioni rischierebbe di mollare! Ma ragioniamo per ipotesi, con la più ottimistica delle ipotesi…
S’è laureato in ingegneria con una buona valutazione finale, pur non avendo avuto una particolare passione per questo tipo di studio; ha la fortuna di aver trovato un buon posto di lavoro; pian piano ha fatto anche carriera e ha messo su famiglia, bello no?! Ormai è un uomo maturo e affermato, il successo ha spazzato via i nuvoloni neri, l’incertezza che regnava sui suoi vent’anni pensando al futuro. Ha realizzato i sogni dei suoi genitori, i sogni di chiunque si fa il mazzo per studiare, i sogni di chi non ne ha la possibilità, di studiare. In più, torna a casa dal lavoro e trova una bella famiglia ad attenderlo; la sua splendida mogliettina, compagna di mille sventure, lo bacia teneramente; si mette le pantofole e si stravacca sulla poltrona; arrivano i suoi figli, sono giovani, stanno decidendo il proprio futuro…….
E lui che cosa può dire?! COSA?!?! Lui che aveva un sogno e ha deciso di svegliarsi, lui che ha preferito l’ovvietà al sogno, lui che ha avuto paura a spiccare il volo?!?! Come può dare consigli uno che non è riuscito nemmeno a cercare di scrivere il proprio destino? Come può essere un buon padre uno che ha paura del futuro?!

Semplicemente non può…Se gli andrà male, sarà un fallimento; ma se non ci provasse nemmeno, tutta la sua vita sarebbe un fallimento. Magari non è la strada giusta, non è che una mulattiera che lo porterà sull’orlo del baratro, sul ciglio di un burrone. Ma ora, è l’unica strada che si sente di percorrere…
"Ah, scusa, m’ero perso dietro l’orizzonte! Hai ragione, andiamo a casa!!! E’ freddo…”
Marco

"Midnight is where the day begins."

Re: [#10] L'orizzonte 07/06/2010 11:16 #98

L'ORIZZONTE di marcoslug


- Mamma, papà, vengo via di casa… - no, troppo brusco.
- Mamma, papà, è giunto il momento… - neanche così, troppo televisivo.
Mamma, papà, sto facendo probabilmente la prima stronzata della mia vita – un affitto sovrapprezzo di un bilocale che neanche mi piace con una ragazza che neanche conosco bene -, ma almeno è la mia prima stronzata.
Dal cielo filtra una luce rossiccia; foglie accartocciate piroettano sospinte da un vento silenzioso ed uccelli sinistri si addensano attorno a strutture cubiche che non ho mai notato. Il tutto ha una certa atmosfera da giorno del giudizio ed è come se una canzone di Jeff Buckley fosse trasmessa in filodiffusione, scelta proprio per impastare ancora di più l’aria. Cammino meccanicamente per frenare i moti del pensiero.
I miei occhi trovano rapido conforto in una vista rassicurante fatta di tetti bassi e colline dal profilo familiare. Ma è un beneficio limitato perché dentro è sempre quel tappeto di foglie morte, che si ammorbidiscono ad ogni mio passo e mi fanno via via sprofondare. Ed il marrone lascia spazio ad un blu elettrico, il blu di un lago di montagna immobile ed ospitale. Apparentemente innocuo. Terribilmente gelido.
L’orizzonte è una linea cieca che divide la natura accidentata da sensazioni ed emozioni che misconosco.
Marco

"Midnight is where the day begins."

Re: [#10] L'orizzonte 07/06/2010 11:18 #99

L'ORIZZONTE di Cinebrivido


La presenza di una certa ragazza è più ingannevole dell'orizzonte.
Perché gli orizzonti sono così, si cadono addosso uno sull'altro in un cinico effetto domino che non ha niente di ludico, e dopo aver calpestato tanti chilometri si perde quello sguardo grande che sa di neve anche di fronte al mare.
E guardarla mi piace perché amo illudermi e prontamente disilludermi l'attimo seguente. Chiudo gli occhi come fossero due tagliole per imprigionare tutta la fibra ferina che la sua imago porta, poi faccio leva e li riapro per vederla schizzare via lontano come selvaggina ferita.
Lei è per me l'unità di misura del dolore ed io per lei un piccolo pioniere in esplorazione tra le sue insenature. Lei è per me l'orizzonte quando l'orizzonte è limite e bugia, perché quel puerile senso romantico di contemplare il sole affondare nel mare come un biscotto secco in una tazza piena di latte l'ho sempre amato poco.
Ci si affida alla speranza che quello sia un altrove diverso in cui qualcosa può accadere, ma la speranza è solo la scienza del circa con un carattere naif.
Io sono più ampio dell'orizzonte e quando crescerò dovrò dargli due colpi d'ascia all'altezza delle ginocchia, per poi guardarlo in faccia e dirgli che tutte le bugie hanno le gambe corte.
Marco

"Midnight is where the day begins."
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